Diari di viaggio · Portogallo

Giorno 1, in volo verso Porto

Con l’idea di doverci alzare troppo presto, la sera del 26 dicembre siamo andati a letto alle 22.30 puntando le sveglie per le… 3 del mattino!
Così, dopo qualche ora di sonno, ci siamo preparati alla partenza e, nella nebbia, siamo arrivati all’aeroporto di Orio al Serio più che in orario! (Strano, ma vero!)

Siamo decollati in direzione ovest, destinazione Porto, e ci siamo goduti il rosso dell’alba da sopra le nuvole. Atterrati un po’ bruscamente, abbiamo recuperato il nostro valigione comune. Scovata la signora del noleggio auto, siamo partiti verso il centro di Porto, l’antica capitale del nord, attraversata dal Douro che nel periodo romano la divideva in Portus e Cale, rispettivamente sulla sua sponda destra e sinistra del fiume. E’ nell’antica Cale che oggi si concentrano le cantine vinicole dove viene imbottigliato e venduto il famoso vino “Porto”.

Con un po’ di fatica, cercando di evitare l’autostrada (che qui si paga in modo strano – bisogna andare in posta a pagarla, tra tre e cinque giorni dopo averne usufruito), abbiamo raggiunto il centro città di prima mattina, affamati di storia e cibo. Essendo arrivati da nord, ci siamo imbattuti immediatamente nell’Avenida da Boavista, che collega il centro con il lungomare. Una volta giunti all’oceano e al Castelo do Queijo, accanto alla baia dei surfisti, abbiamo passeggiato in lungo e in largo intorno al forte (che somiglia proprio ad una forma di formaggio!), tra joggers e un certo odor di fogna. Vicino all’estuario del Douro abbiamo visitato il Castelo da Foz. Questa fortezza ne domina la foce e fu eretta proprio per proteggere l’imbocco del fiume tra il XVI e il XVII secolo, durante il periodo spagnolo.

Da qui, poi, si può raggiungere il centro percorrendo il lungofiume. La vecchia Porto, dove sono concentrati tutti i monumenti e musei più importanti della città, ci stava aspettando e noi non ci siamo fatti attendere! Dopo aver parcheggiato proprio nella zona centrale (essendo un giorno festivo non si pagava il parcheggio!), abbiamo pranzato con specialità a base di baccalà e risotto ai frutti di mare con il granchio (e strane pinze che avrebbero dovuto essere utili per riuscire a mangiarlo, ma che noi non siamo stati in grado di sfruttare!).

Praça da Ribeira, Porto

Pronti alla scarpinata necessaria per scoprire la città vecchia, l’antica Portus romana, abbiamo percorso un tratto di lungofiume tra Praça da Ribeira e la chiesa di São Francisco. Questa zona è davvero graziosa e merita di essere apprezzata con calma, assaporata: le sue casette colorate in tinte pastello costruite in uno stile che ricorda allo stesso tempo l’Olanda, Venezia e la cultura islamica comunicano un senso si tranquillità.  E’ dalla terrazza antistante la chiesa di São Francisco, però, che si domina tutta la sponda meridionale del Douro, con le cantine del vino, le antiche barche usate per il trasporto delle botti e i giardini pubblici. All’interno dell’edificio l’opulenza è d’obbligo: la chiesa è completamente ricoperta d’oro (o meglio, rivestita di legno a sua volta ricoperto da foglie d’oro), cappelle comprese. La cripta e l’ossario, ospitati nell’edificio adiacente e sovrastati da un piccolo museo d’arte sacra, sono abbastanza inquietanti e affascinante allo stesso tempo.

Svoltato l’angolo e giunti in una grande piazza, ci si trova di fianco al Palacio da Bolsa, sede della Camera di Commercio e dell’Industria e che fu fatto edificare nel 1834 dall’Associazione commerciale di Porto. Con una visita guidata se ne possono ammirare gli ampi saloni con pavimenti e pareti ricoperte da legno intarsiato e stucchi colorati. La sala più affascinante è sicuramente quella in stile arabo, con panche, sgabelli e colonne tanto arabeggianti da farci tornare con la mente al nostro viaggio in Marocco!

Di nuovo in piazza, abbiamo sbirciato all’interno della grande costruzione in ferro color rosso-bordeaux del mercato Ferreira Borges, fatto costruire alla fine dell’Ottocento e oggi usato per mostre temporanee. Dopo qualche minuto di cammino in salita (e, per noi, un caffè per risvegliarci), si raggiunge velocemente la stazione. Prima di entrare ad ammirarne i famosi azulejos – piastrelle di ceramica smaltata decorate e molto usate come ornamento architettonico – ci siamo diretti a Praça da Liberdade, dove si trova anche il Municipio di Porto. Gli azulejos che decorano la stazione si sono rivelati davvero bellissimi!

Dalla stazione si raggiunge facilmente la Cattedrale. Si tratta di un incrocio, in stile romanico e barocco, tra una chiesa e una fortezza, che venne costruita nel XII secolo e modificata profondamente tra il XVII e il XVIII secolo. Domina la città e il fiume dall’alto e anche il suo chiostro, in stile romanico, è decorato con azulejos stupendi, raffiguranti la vita della Vergine e le Metamorfosi di Ovidio. Al suo interno si trova un altro museo di arte sacra, all’interno del quale a noi ha particolarmente colpito solo un semplice, ma immenso, tavolo in legno.

Tornando verso la macchina e scendendo verso il fiume, si incontrano la Torre Medievale e la Chiesa di São Lourençao dos Grilos, di aspetto Manierista e oggi sede del Gran Seminario di Porto.

Porto

Ed eccoci al momento migliore della giornata: la ricerca dell’albergo. Nonostante l’avessimo già prenotato e avessimo scaricato le indicazioni da internet, siamo riusciti comunque a perderci tra i sensi unici della città. Ma alla fine ce l’abbiamo fatta! E, dopo un po’ di riposo e vari giri a piedi alla ricerca di un ristorante, siamo riusciti anche a rifocillarci con una cena a base di minestra e pesce – ottimi, nonostante si fossero fatti attendere perché i camerieri si erano dimenticati di noi!

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